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	<title>Thirtysomething &#187; RememberSomething</title>
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	<description>Se tutto va bene per una decina d'anni sono a posto...</description>
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		<title>Cercare una lente a contatto sul pavimento del bagno di un appartamento in via Diaz</title>
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		<pubDate>Tue, 24 Mar 2009 15:24:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Thirty</dc:creator>
				<category><![CDATA[LocalSomething]]></category>
		<category><![CDATA[RememberSomething]]></category>

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		<description><![CDATA[E&#8217; un periodo un po&#8217; così. Uno di quei periodi in cui non ti metti a scrivere sul blog perché hai qualcosa da dire, ma in cui scrivi per rispondere alla domanda &#8220;ho qualcosa da dire?&#8221;. Tutto ruota attorno al concetto di aspettativa. Hai 14 anni e ti immagini la tua vita a 30. Poi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>E&#8217; un periodo un po&#8217; così.</p>
<p>Uno di quei periodi in cui non ti metti a scrivere sul blog perché hai qualcosa da dire, ma in cui scrivi per rispondere alla domanda &#8220;ho qualcosa da dire?&#8221;.</p>
<p>Tutto ruota attorno al concetto di aspettativa. Hai 14 anni e ti immagini la tua vita a 30. Poi ne hai 21 e continui a immaginarti la tua vita a 30, immagini diverse, ma sempre proiezioni, aspettative.</p>
<p>Poi i 30 arrivano con tutta la loro imbarazzante evidenza:  la tua vita non è come ti saresti aspettato.</p>
<p>Le certezze che ti sembravano garantite non ci sono.</p>
<p>Il lavoro definitivo nemmeno.</p>
<p>Ma l&#8217;angoscia maggiore deriva dai dubbi. I dubbi che uno crede debbano svanire, restano. Non se ne vanno. Anzi, aumentano.</p>
<p>E con loro si rafforza la sensazione che, alla fine, non se ne andranno mai.</p>
<p>E così la vita continua, bel lontana da quella assorbita e introiettata da anni di serial televisivi e pubblicità, meno solare, meno smagliante. Più vera, forse, ma più tortuosa e incerta.</p>
<p>Farraginosa, frammentaria, sincopata.</p>
<p><span style="font-size: xx-small;">E&#8217; marzo, 2000 o 2001.<br />
Un amico nel bagno dell&#8217;appartamento universitario perde una lente a contatto.<br />
Di quelle mensili, quindi ancora abbastanza costose.<br />
Preso dal panico chiede ai presenti di aiutarlo nella ricerca.<br />
In ginocchio sul pavimento in tre aguzziamo la vista.<br />
&#8220;Eccola, trovata!&#8221; &#8211; &#8220;no, è un pelo pubico&#8221;.<br />
&#8220;E&#8217; qui è qui!&#8221; &#8211; &#8220;no, altro pelo&#8221;.<br />
&#8220;forse&#8230;, no dannato pelo di cazzo&#8221;.<br />
Dopo mezzora abbandoniamo.</span></p>
<p><span style="font-size: xx-small;">Provate. Finché non vi trovate in mano il pelo non sarete in grado di notare la differenza.</span></p>
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		<title>&#8220;E&#8217; vero che mi stai dietro?&#8221;</title>
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		<pubDate>Wed, 21 Jan 2009 12:03:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Thirty</dc:creator>
				<category><![CDATA[RememberSomething]]></category>

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		<description><![CDATA[Continuo a stupirmi di come alcuni ricordi si siano fissati indelebilmente nella mia memoria. Mi si sono attaccati addosso e non c&#8217;è modo di dimenticarli. Non voglio dire che preferirei scomparissero nell&#8217;oblio, ma magari che perdessero quella vividezza, quella precisione che ancora oggi mi sconvolge e me li fanno rivivere come fosse ieri. Siamo alle [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Continuo a stupirmi di come alcuni ricordi si siano <strong>fissati indelebilmente</strong> nella mia memoria.</p>
<p>Mi si sono attaccati addosso e non c&#8217;è modo di dimenticarli. Non voglio dire che preferirei scomparissero nell&#8217;<strong>oblio</strong>, ma magari che perdessero quella vividezza, quella precisione che <strong>ancora oggi mi sconvolge</strong> e me li fanno rivivere come fosse ieri.</p>
<p>Siamo alle elementari, quarta o quinta. Quindi più o meno 1988 o 1989.</p>
<p>Classe mista, 7 ragazzi e 7 ragazze.</p>
<p><strong>Prime cotte, primi sguardi</strong>. Molta timidezza, molta vergogna. Ma soprattutto assoluta ingenuità e mancanza totale di consapevolezza.</p>
<p>All&#8217;epoca, se ti piaceva qualcuno si diceva che &#8220;<em>gli stavi dietro</em>&#8220;.</p>
<p>Bene, <strong>a me piaceva una ragazza</strong>. E me ne vergognavo molto. Non sapevo come gestire questa mia attrazione. Era qualcosa che non conoscevo e che ho imparato a capire solo molti anni dopo. <strong>Forse</strong>.</p>
<p>Lei era, ovviamente, la più carina, la più in vista della classe. E aveva già una relazione in corso. La relazione consisteva sostanzialmente nel tenersi per mano e parlare. Molto candore, all&#8217;epoca. Lui, bulletto di classe, mio migliore amico dell&#8217;epoca. La &#8220;relazione&#8221; è andata avanti per un po&#8217;, diciamo settimane, e io cominciavo a dare evidenti segni di disagio. </p>
<p>Poi naturalmente finisce e lei, molto più matura di me, deve aver colto qualcosa. Nel mio modo di comportarmi, nei miei silenzi e nelle mie poche parole.</p>
<p><strong>E comincia a stuzzicarmi</strong>.</p>
<p>&#8220;E vero che mi stai dietro?&#8221; mi chiede. Prima per caso, poi in maniera sistematica. <strong>Mi pressa</strong>. Mi mette a disagio.</p>
<p>Io non so che fare, non so che dire. Mi vergogno, sono timido, ho paura. Ma allo stesso tempo sono attratto. E mi immagino qualcosa. Qualcosa di poco definito, di vago. Inconsapevolmente accarezzo l&#8217;idea di confessare. E mi immagino il futuro. Un futuro roseo, una promessa di un mondo nuovo, finalmente rivelato. Una carezza, una passeggiata mano nella mano, nulla di più. Ma allo stesso tempo tutto quello che si poteva desiderare.</p>
<p>Con lei che insiste, io mi trascino in questa stato di incertezza<strong> tra vergogna e speranza</strong>. Con la speranza, anzi, la certezza che un po&#8217; alla volta si fa strada.</p>
<p>Sono risoluto, prendo una decisione. Devo dirglielo. Cuore in mano. <strong>Prospettive di felicità</strong>.</p>
<p>All&#8217;ennesima sua richiesta, cedo. </p>
<p>«Allora, è vero che mi stai dietro?»</p>
<p>«&#8230; ehm &#8230; Sì!»</p>
<p>(sospiro e mi gusto il momento. Il mio momento) </p>
<p>«<strong>Non ti preoccupare, non lo dirò a nessuno</strong>»</p>
<p>Sorride e se ne va.</p>
<p>«<strong>&#8230;</strong>»</p>
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		<title>Novembre</title>
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		<pubDate>Thu, 13 Nov 2008 16:29:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Thirty</dc:creator>
				<category><![CDATA[RememberSomething]]></category>
		<category><![CDATA[bora scura]]></category>
		<category><![CDATA[giusy ferreri]]></category>
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		<description><![CDATA[Pochi giorni fa era il mio onomastico. Non mi ha fatto gli auguri quasi nessuno. Un collega. Mio padre, ma sul tardi e dicendo &#8220;ops, scusa&#8221;. Un&#8217;omonima in chat su facebook. Stop. Una volta il mio onomastico era una festa. L&#8217;estate di San Martino. I lumini fatti con mezze bucce di mandarino e l&#8217;olio, una [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Pochi giorni fa era il mio onomastico.</p>
<p>Non mi ha fatto gli auguri quasi nessuno. Un collega. Mio padre, ma sul tardi e dicendo &#8220;ops, scusa&#8221;. Un&#8217;omonima in chat su facebook. Stop.</p>
<p>Una volta il mio onomastico era una festa. L&#8217;estate di San Martino. I lumini fatti con mezze bucce di mandarino e l&#8217;olio, una costante sfida con lo stoppino di mezzo che si rompeva sistematicamente. Ma le poche volte che ci riuscivi era uno spettacolo. Odore d&#8217;olio e di mandarino che si sparge per la casa, che si unisce a quello del legno che brucia nel caminetto. E le castagne!</p>
<p>E poi il mio onomastico cade esattamente un giorno e un mese dopo il mio compleanno. E meno di un mese prima di San Nicolò, festa grande a Trieste. Quindi regali regali e ancora regali. Una pacchia. Giusto il tempo di farsi venire a noia il gioco nuovo e ne arriva un altro.</p>
<p>Anni dopo il mio onomastico è stato anche il compleanno di una mia ex. E lo è ancora, credo. Ma da allora si è colorato di una patina grigia che stenta a venir via, anche se ne sono passati di anni.</p>
<p>Ora piove. Niente mandarini luminosi, niente regali. </p>
<p>Solo le castagne.<br />
Minimo 10 a euro 2.50.</p>
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		<title>Che estate fantastica!</title>
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		<pubDate>Thu, 04 Sep 2008 11:49:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Thirty</dc:creator>
				<category><![CDATA[RememberSomething]]></category>
		<category><![CDATA[Odio l'estate]]></category>

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		<description><![CDATA[Punto primo: era da tempo che non facevo un viaggio in gruppo e quasi mi dimenticavo quanto poteva essere bello. Punto secondo: la vacanza che dura 3 settimane è un must. Basta settimanine, weekend lunghi e simili. Tre settimane tre è quel che ci vuole.  Eravamo in 12. Partiti scaglionati con il traghetto per la Grecia [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Punto primo: era da tempo che non facevo un viaggio in gruppo e quasi mi dimenticavo quanto poteva essere bello.</p>
<p>Punto secondo: la vacanza che dura 3 settimane è un <em>must.</em> Basta settimanine, weekend lunghi e simili. Tre settimane tre è quel che ci vuole. </p>
<p>Eravamo in 12. Partiti scaglionati con il traghetto per la Grecia da Trieste. Due notti e un giorno, ovviamente pernottamento sul ponte. Non c&#8217;è niente di più bello di aver guardare il tramonto dalla poppa di una nave come il Venizelos: emozioni a basso costo.</p>
<p>Tre settimane, dicevo. Arrivati a Patrasso via con verso il Pireo. Tra l&#8217;altro io ho pensato bene di portarmi l&#8217;auto. Aria condizionata a palla e cd-changer con le hit dell&#8217;estate. </p>
<p>Poi di nuovo traghetto, tappa a Paros e si sbarca a Naxos. Aghia Anna in campeggio, davanti al mare, veramente a un metro. E finalmente relax. Per dodici giorni esatti niente di più che mare sole insalate greche e libri. Zero alcol, zero pare, zero pressioni. </p>
<p>E poi, giusto perché siamo ggiovani si va altri 5 giorni a Ios a osservare la fauna locale, composta prevalentemente da giovanissimi/e inglesi costanemente ubriachi. Ma c&#8217;è la piscina in campeggio, con un bar molto fornito. Molto divertente.</p>
<p>E poi, abbronzati e rigenerati, si torna indietro. Con tanti ricordi che scalderanno l&#8217;inverno. Come uno dei migliori amici che ti fa un discorso serio davanti a un piatto di saganaki (frittatone mista a formaggio feta). O l&#8217;altro amico che nel bel mezzo di un festino organizzato da noi in spiaggia, alla vista di un gruppetto di ragazze che si avvicinano, pensa bene di dire &#8220;sorry, it&#8217;s a private party&#8221;. O i tentativi mal riusciti di abbordaggio nelle discoteche di Ios.</p>
<p>Davvero un&#8217;estate meravigliosa, l&#8217;estate del 98.</p>
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		<title>Asini, topi e maiali che volano</title>
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		<pubDate>Mon, 14 Jul 2008 13:44:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Thirty</dc:creator>
				<category><![CDATA[RememberSomething]]></category>
		<category><![CDATA[asini]]></category>
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		<category><![CDATA[storie]]></category>
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		<description><![CDATA[Se c&#8217;&#232; una cosa su cui, per ora, le ricerche su internet danno poca soddisfazione sono le storie illustrate, soprattutto quelle per bambini che, a differenza dei fumetti, hanno un bassissimo seguito tra il popolo nerd.  Ad esempio ci sono due storie che leggevo da bambino e di cui ricordo qualche immagine imprecisa e la [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Se c&#8217;&egrave; una cosa su cui, per ora, le ricerche su internet danno poca soddisfazione sono le storie illustrate, soprattutto quelle per bambini che, a differenza dei fumetti, hanno un bassissimo seguito tra il popolo nerd. </p>
<p>Ad esempio ci sono due storie che leggevo da bambino e di cui ricordo qualche immagine imprecisa e la cui trama &egrave; ancora pi&ugrave; nebulosa. Ecco, internet non aiuta. Ma magari qualcuno di voi pu&ograve; rimediare, associando al ricordo informazioni pi&ugrave; dettagliate. Prometto eterna gratitudine e magari uno spritz: mi basta l&#8217;autore o il titolo.</p>
<p><strong>Storia 1</strong><br />
Grazioso topino di campagna &egrave; prigioniero della pagina. Rosicchiando il foglio, pagina dopo pagina, costruisce un aeroplanino di carta con il quale alla fine si libera in volo.</p>
<p><strong>Storia 2</strong><br />
Gruppo eterogeneo di animali (i miei mi davano fiabe faunistico/bucoliche, che ci devo fare) si trova nei pressi di un lago (mi pare) e organizza qualcosa di fico. Giuro, era cos&igrave;. Mi pare ci fossero un maiale, un asino, un volatile e ancora qualcosa. No, niente Musicanti di Brema. E anche qui in qualche modo qualcuno riesce a volare. S&igrave;, non so cosa mi mettevano nel latte a colazione.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Dicevamo</title>
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		<pubDate>Tue, 29 Apr 2008 10:04:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Thirty</dc:creator>
				<category><![CDATA[RememberSomething]]></category>
		<category><![CDATA[do you remember]]></category>

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		<description><![CDATA[Dove ero rimasto?]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://1000motivi.splinder.com/" target="_blank">Dove ero rimasto?</a></p>
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