Finalmente San Francisco. Il punto d’arrivo di una vacanza eccezionale, la meta agognata è finalmente raggiunta.
Città mitizzata attraverso anni di cinema e tv, quel tanto da renderla oggetto del desiderio ma allo stesso tempo irraggiungibile. “San Francisco? Eh, prima o poi”, ma senza troppa convinzione.
E invece.
Alloggiamo in un bed and breakfast molto carino, nel quartiere Bernal Heights, un po’ defilato ma tranquillo. Abbiamo a disposizione camera, cucina, bagno e giardinetto con due amache. Il padrone di casa, Jesus, è simpatico e parliamo in spagnolo con reciproca soddisfazione. Per dormir paghiamo 95 dollari a notte in tutto, davvero un buon prezzo.
È il primo giorno e decidiamo di fare gli spavaldi andiamdo a zonzo a piedi. Prima il Dolores Park (la cui vista spettacolare potete ammirare nella foto in basso) poi la zona più centrale con pause shopping da Abercrombie and Fitch e all’apple store.
Prima però ci imbattiamo nel famoso Caffe Trieste, storico locale noto per le frequentazioni di scrittori della beat generation. Poche soddisfazioni: nessuno da una piega quando facciamo i simpatici dicendo che siamo di Trieste, e solo all’ultimo ci accorgiamo che è un caffè nuovo, aperto nel 2006 in occasione dei 50 anni del vero Caffe Trieste (dall’altra parte della città). Il caffè almeno era buono e la musica dal vivo (spagnola) gradevole.
Arriviamo sfiniti alla base di Market Street e un principio di scottatura alla fronte rende tutto più complicato. Rientriamo a casa alle 9.30, cotti a puntino da dieci ore a spasso per la città.
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