E insomma, il mal di schiena è lì, è un dato di fatto, e non se ne va. Massaggini, stretching, pomatine, pastigliette. Niente da fare. 

Si manifesta in forma particolarmente fastidiosa: durante tutta la giornata tace, sotto sforzo pure, e quindi ti illudi si esserne fuori. Vai a dormire, ti rilassi e, trak, alle cinque, minuto più minuto meno, ti svegli dolorante. Provi a resistere ma non ce la fai. Il dolore è totalizzante. Sei in fase di dormiveglia, esiste solo il dolore. Se va bene, ti riaddormenti e ti risvegli una decina di volte, fino all’ora della sveglia, se ti va male non dormi più. E quando esci di casa odi tutti. Odio vero, profondo. Ma il mal di schiena comincia già a sparire. 

Ogni giorno così. Ogni giorno.

E scatta la ricerca del medico, fisioterapista, santone, guru, mago che capisca qual’è il problema.

1 – Cieco n°1

A botta sicura vado da un fisioterapista piuttosto famoso a livello locale. E’ cieco. Per qualche motivo l’essere cieco lo rende più credibile, più affidabile. Molti ne parlano in maniera entusiasta. In passato le sue cure mi sono state utili per distorsioni varie. Prenoto una visita. Dopo un primo check-up mi dice: “è tutto chiaro!”. E comincia a criccarmi la schiena in vari modi. 

Ecco, ora non vorrei cominciare a sembrare scettico, ma ho l’impressione che quella del “criccare” la schiena, con grossi schiocchi e successive frasi del tipo “ecco fatto” o “è andato a posto” sia sostanzialmente un grande gioco di prestigio. Il paziente sente lo “STOCK”, il medico con aria soddisfatta proclama “ora è tutto ok” e il problema è risolto. Sì, sì, credici!

Ma torniamo al nostro massoterapista. Dopo 3 sedute al costo onesto di 35 euro e una condizione fisica identica se non peggiorata, decido che è ora di provare qualcos’altro. Totale 105 euro.

2 – Cieco n°2

Non ridete. Il secondo fisioterapista più importante in città, dicono le mie fonti sicure (tutti conoscono specialisti quando stai male) è cieco. Sarà che a non vederci hanno più sensibilità, ma mi pare tutta una suggestione collettiva. Ma sto male e non ho voglia di perder tempo. Approccio più formale. “Il paziente evidenzia torsione del bacino e scompenso alla spalla destra”. Mi fido. Cinque sedute, 50 euro l’una. Risultati zero. Comincio davvero a preoccuparmi. Totale sedute 250 euro. Totale globale 355 euro.

3 – Il ciccione erotomane

Un amico che lavora nell’ambito del professionismo della pallavolo mi suggerisce di provare una terapia relativamente nuova, la TECAR. Per capirci è la stessa che ha permesso qualche anno fa di correre a Melandri una gara del MotoGP poco tempo dopo essersi fratturato un dito. Mi convince e vado in centro privato locale, dove un ciccione dai grandi sorrisi mi spiega le caratteristiche della terapia. Consiste in mezz’oretta di massaggio con una specie di pistolona mentre sto disteso su una piastra metallica. Il circuito elettrico che si viene a creare dovrebbe far scomparire la contrattura (questa la diagnosi) in maniera veloce e duratura. Comincio la terapia, sono 10 sedute. Dopo la seconda non capisco se è più fastidioso il pistolone bruciante o il ciccione che inizia a raccontarmi le sue esperienze di turismo sessuale ai Caraibi. Alla terza seduta ho capito: il turismo sessuale per il ciccione è un’ossessione. Ne parla in continuazione. Colpa mia che la prima volta gli ho risposto con un sorriso. Sono condannato. Alla settima seduta decido che ne ho abbastanza. La schiena non è migliorata, ma in compenso so tutto sui locali di Santo Domingo e sulle tecniche per non avere problemi con la polizia locale. Totale sedute 350 euro. Totale globale 705 euro.

[continua]


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COMMENTI / UN COMMENTO

Ma sai che pure nel maniaghese c’era una fisioterapista cieca?
Una vecchietta cieca da cui andavano un sacco di calciatori dei campionati locali, chi per la schiena, chi per qualche infortunio alle ginocchia o alle caviglie.

Anche attorno a lei c’era una sorta di suggestione generata dal fatto che fosse cieca.

La cosa inquietante è che la vecchietta è stata assassinata: un giorno hanno trovato il corpo nella sua casa di Frisanco, in mezzo ai monti della valcolvera, dove esercitava la professione.

A quanto mi ricordo, l’omicidio non è mai stato risolto.

Sui campi di calcio di Maniago e dintorni, tuttora, quando qualcuno ha problemi alla schiena e chiede conscigli, c’è chi dice “Eh, una volta c’era la vecchietta cieca di Frisanco”…

Calia ha commentato così il mag 19 08 alle 12:41 pm

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